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Alexander Calder e l’architettura del vento
Alexander Calder inventò il mobile, scultura sospesa che danza al ritmo delle correnti d’aria, e lo stabile, costruzione monumentale ancorata nello spazio pubblico. Ingegnere diventato scultore, creò forme astratte in equilibrio che esplorano il movimento, il tempo e il rapporto tra peso e leggerezza nell’arte moderna.
Coco Fusco: L’arte dell’incomodità politica
Coco Fusco sconvolge le certezze da tre decenni con le sue performance, video e installazioni. Esplorando colonialismo, tortura, censura e immigrazione, quest’artista cubano-americana rifiuta ogni comfort ideologico. La sua opera impegnativa interroga le strutture di potere con un’intelligenza acuta, offrendo una critica tanto necessaria quanto scomoda della nostra epoca.
Erik Bulatov : Lo spazio impossibile e l’esilio
Erik Bulatov costruisce sulle tele architetture impossibili dove il linguaggio diventa struttura. Il pittore russo non denuncia l’oppressione: ne mappa i confini per indicare dove inizia la libertà. Ogni quadro è una soglia, una membrana tra il visibile e quell’altrove che solo l’arte può rendere abitabile.
Slavko Kopač : un maestro ai margini del visibile
Slavko Kopač fu pittore, scultore, ceramista e conservatore della Collezione di Art Brut per quasi tre decenni. Nato in Croazia nel 1913, stabilitosi a Parigi nel 1948, costruì un’opera singolare al fianco di Dubuffet e Breton, esplorando materiali e forme in una ricerca di autenticità radicale.
Thandiwe Muriu : Camouflage e visibilità
Thandiwe Muriu costruisce dal 2015 un’opera fotografica che interroga le norme di bellezza postcoloniali e reinventa i codici del ritratto africano. Attraverso la sua serie Camo, la fotografa kenyota crea illusioni ottiche dove i modelli femminili si fondono con tessuti wax, affermando simultaneamente la loro visibilità e interrogando il loro posto nella società.
